Dott.ssa Catia Fiorin

Psicologa e Psicoterapeuta in Piove di Sacco (Padova)

Sono Catia Fiorin una psicologa e psicoterapeuta, specializzata in psicoterapia familiare e relazionale. Lavoro da più di sedici anni (ho iniziato nel 2000) come libero professionista presso lo Studio di Piove di Sacco (PD).

Una teoria che diventa pratica…

Coerentemente con il mio modo di pensare e di essere ho scelto come base di formazione iniziale l’approccio sistemico-relazionale che considera l’identità individuale come frutto delle relazioni significative che la persona ha intrattenuto nel corso della sua vita; pertanto, un eventuale problematica non viene letta e trattata come caratteristica insita nell’individuo, ma come esito di esperienze relazionali.

Secondo la Psicoterapia Sistemico Relazionale  le modalità comunicative disfunzionali in famiglia, in coppia, nel lavoro, a scuola o nei principali contesti sociali di riferimento, possono contribuire a creare uno stato di disagio con gli altri e con se stessi.

Spesso le persone senza rendersene conto fanno proprie queste modalità relazionali inadeguate e le ripetono nei diversi contesti interattivi  nonostante le conseguenze negative, in un circolo vizioso che si autoalimenta generando una sofferenza emotiva che trova espressione nei sintomi  come l’ansia, i disturbi psicosomatici, la depressione e le difficoltà relazionali.

La Psicoterapia Sistemico Relazionale punta alla comprensione di queste dinamiche interpersonali, all’elaborazione dei significati sottostanti ai sintomi che molto spesso traggono origine dal passato ma influenzano quotidianamente il presente.

Lungo il mio percorso professionale ho appreso la Tecnica del Training Autogeno. Uno strumento che utilizzo sia negli interventi individuali che di gruppo e che consente di ristabilire il proprio equilibrio psico-fisico e a imparare ad avere una maggiore distanza emotiva dalle situazioni problematiche.

Negli ultimi  anni di formazione sono diventata con mia grande soddisfazione anche Psicoterapeuta EMDR. L’Emdr è una tecnica che rientra nell’ambito delle terapie brevi e che consente un rapido accesso alle memorie traumatiche per farle integrare nella storia di vita della persona depotenziandone gli effetti negativi sul presente. Tutte le esperienze vissute come trauma, se non “digerite”, rischiano di trasformarsi in sintomi e disagi psicologici.

La Tecnica Immaginativa VIC (VISSUTO IMMAGINATIVO CATATIMICO) è un’ulteriore strumento clinico del mio bagaglio formativo che utilizzo nel lavoro terapeutico. Permette di entrare in risonanza ed empatia con la sfera psicoemozionale del paziente e attingere alle risorse del suo immaginario interiore per la soluzione di conflitti e traumi irrisolti.  I recenti studi della PNEI (PsicoNeuroEndocrinoImmunologia) e i contributi delle tecniche di neuroimagering (RM e SPECT) ci dimostrano l’importanza della visualizzazione creativa nello stimolare le capacità del nostro cervello di attivare nuove connessioni intermisferiche favorendo così l’organizzazione del nostro cervello e la ristrutturazione della personalità in tempi brevi.

La richiesta di aiuto sempre più frequente da parte di pazienti con malattie organiche varie e tumori mi ha portato ad approfondire la relazione tra “psiche” e “soma” tramite il  corso in Psiconcologia. Il modo di reagire al proprio stato di salute o di malattia, così come lo sviluppo, il decorso e la prognosi stessa di una patologia organica e malattia oncologica sono influenzati dall’interazione di diversi fattori: di tipo biologico, psicologico e sociale.

Ogni persona vive e affronta la malattia in modo soggettivo e unico. A partire dalla diagnosi si attiva un processo di adattamento che comporta una trasformazione radicale nella vita del paziente, sia da un punto di vista fisico ma anche mentale: cambia il modo di percepire e sentire il proprio corpo, la percezione che si ha del mondo, le relazioni sociali e interpersonali. Il modo di gestire la “crisi emotiva” generata dalla diagnosi medica, l’atteggiamento di fronte all’evento spesso traumatico influenzerà il tipo di adattamento psicosociale alla malattia.

L’aiuto psicologico mira a supportare e sostenere la persona nell’acquisire e mantenere un adeguato atteggiamento e stile di coping utile, che influenzerà inevitabilmente la qualità di vita, la compliance ai trattamenti e il decorso della malattia.

Se l’ansia, la paura, la preoccupazione, la demoralizzazione, la rabbia sono normali risposte alla malattia, quando queste diventano troppo intense, continue e perseveranti, rischiano di creare un circolo vizioso da cui è necessario uscire.

Una pratica vissuta..

La validità di queste le tecniche l’ho sperimentata anche in prima persona attraverso il mio percorso personale di psicoterapia. Un’esperienza che mi ha permesso di conoscermi più profondamente e di fare delle scelte di vita consone ai miei bisogni e desideri.

Più che cambiare gli altri e il mondo esterno, impresa che spesso risulta fallimentare, è necessario infatti cambiare se stessi, o meglio quelle parti di noi che ci “imprigionano” e scoprire modalità alternative di sentire, pensare e reagire per vivere in armonia con se stessi e gli “altri significativi” lasciando scorrere via le situazioni che ci demoliscono e umiliano.

E’  una meta spesso faticosa da conseguire, ma la vita ci insegna quotidianamente che per realizzare i grandi obiettivi è fondamentale impegnarsi e lavorare con costanza. D’altro canto è questo il modo che permette alla persona di sentirsi compiaciuta e realizzata.

A partire quindi da una relazione terapeutica importante che stabilisco con il mio paziente, basata sulla fiducia, sulla considerazione della sua persona nella sua unicità,  e sull’accettazione incondizionata, egli ha modo di accedere ad una sfera di consapevolezza che apre la strada alla stabilità emotiva, psicologica e relazionale e al raggiungimento autonomo dei propri obiettivi di vita, imparando a contare sulle proprie risorse e potenzialità e a rispettare i propri limiti.

Perché scegliermi come Terapeuta

Nel lavoro do il massimo di me stessa, ci metto impegno e  passione; mi riscopro piacevolmente a lavorare con le persone con lo stesso entusiasmo con cui sono partita un bel pò di anni fa.

E’ assicurata la disponibilità a sostenere il mio paziente nei momenti di difficoltà e a seguirlo lungo tutto il percorso, dalla valutazione iniziale del problema alla definizione degli obiettivi e del progetto terapeutico, alla condivisione finale della contentezza per il traguardo raggiunto.

Punto sulla formazione continua, che mi permette di conoscere e consolidare professionalmente varie modalità e tecniche psicologiche utili nell’affrontare le difficoltà e i disagi dei miei pazienti.

Ho maturato una buona esperienza professionale nel corso degli anni in svariati contesti professionali, che mi dà   l’opportunità di allargare gli ambiti lavorativi di applicazione: dall’individuo al gruppo, dalla prevenzione alla terapia, dalla clinica alla formazione.

Da ultimo ma non meno importante, il mio modo di lavorare e di essere professionista  è arricchito anche dalla mia vita personale,  attraverso i ruoli di donna, moglie, mamma, familiare, amica… con i quali cerco di cogliere ed esprimere l’essenziale e l’autentico, provando nella quotidianità ad avvicinarmi al moto “non tutti i mali vengono per nuocere”. Oggi le cicatrici  per le ferite subite dagli eventi della vita mi ricordano l’importanza della cura per me stessa e per  le relazioni con i miei Tesori che ho avuto la fortuna di incontrare.

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